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VIAGGI - Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia “Leonardo da Vinci”.

In genere i musei sono sempre stati ingessati, poco fruibili, a causa della delicatezza dei materiali esposti o per scelta culturale. Per fortuna stiamo vivendo l'epoca dove le aree espositive stanno cambiando pelle: si possono toccare, respirare e portare a casa. Il Museo che abbiamo visitato sta dedicando tante risorse per orientarsi, in modo ragionato, in questa direzione divulgativa.



Nel centro di Milano trova posto una delle esposizioni museali più importanti d'Italia: il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia “Leonardo da Vinci”.
Nel 1953 Alcide De Gasperi inaugura un Museo che avrà nel suo futuro continui accrescimenti che seguono, passa passo, le evoluzioni della tecnica e della scienza.
L'esordio è dedicato con una mostra a Leonardo da Vinci, che rimarrà un punto d'orgoglio e di forza.
Un consiglio doveroso è di affidarsi alle indicazioni del personale all'ingresso. L'edificio è un dedalo di corridoi e stanze. Pianificate la visita e, soprattutto, decidete che laboratori di sperimentazione frequentare. La scelta è varia e adatta a tutte le età: le macchine di Leonardo, la genetica, la robotica, le biotecnologie, la luce, l'elettricità, materiali, bolle di sapone, la chimica, area dei piccoli, energia & ambiente, al di là degli oceani. Per la cronaca, noi abbiamo fatto “Leonardo”, sperimentare e vedere in funzione le “idee” del grande genio è avvincente.
Passata la biglietteria, dopo pochi gradini potrete ammirare la prima macchina a vapore Regina Margherita, bella e imponente.
Al primo piano a destra trova posto la sala dell'arte orafa. L'ambiente è con luce soffusa per esaltare le pietre preziose e l'argomento è trattato in maniera particolareggiata con pannello multimediale e ricostruzione di una bottega orafa. La visita continua con dei richiami a “come eravamo”: trasporti, scrittura, calcolo, scienza. In una sala laterale si affronta il Cantiere del Duomo di Milano spiegato con pannello multimediale. Nella stessa sala ci sono delle bellissime macchine per la produzione della carta: i magli per lavorare gli stracci di cotone, i torchi, le reti per la filigrana e molto altro.
Il lato in larghezza del primo piano è interamente dedicato a Leonardo da Vinci, si possono ammirare i modelli delle sue macchine, i pannelli che spiegano le sue ricerche e le scoperte. Devo dire che la tentazione di toccarle è fortissima. Adiacenti le sale dell'orologeria, del suono e degli strumenti musicali. La sala dell'astronomia, ricca di strumenti di osservazione e sestanti, di mappamondi e astrolabi, accoglie con un Pendolo di Foucault che ruota sospeso su un bellissimo mosaico. La sezione vicina è quella che attira tantissimo grandi e piccini: le telecomunicazioni. Chi può resistere a schiacciare un tasto del trasmettitore Morse? A sollevare una cornetta di un telefono a manovella? A entrare in una cabina telefonica a gettoni? Anche i più riservati si sono lasciati andare alla sperimentazione.
A questo punto di deve andare al piano -1. Si entra a contatto con il mondo dei metalli e della loro trasformazione. L'ambiente richiama, per colori e odori, le fonderie e le officine di lavorazione: manca solo il rumore.
Una sezione importante riguarda i materiali polimerici: qui pannelli sensoriali danno grande soddisfazione ai bambini. Si possono toccare i vari materiali plastici che conosciamo e che incontriamo tutti i giorni, i collanti e i materiali da costruzione. Vicino troviamo la sezione che spiega il ciclo di vita dei prodotti: dal cibo alla confezione conferita al riciclaggio. Grande risalto è dato alla lavorazione del rifiuto, visto che Milano non conferisce più in discarica nessun materiale di scarto.
Avvincente la sezione sul petrolio. Molte le “macchine” di sperimentazione sul bitume, sui fluidi, sulle tecniche di estrazione, e anche un monitor dove un termografo rileva la vostra sagoma con la relativa temperatura.
Si passa alla parte esterna dove si visita il padiglione ferroviario con le imponenti locomotive a vapore, le prime a gasolio e elettriche e un Omnibus a cavalli, che mi ha lanciato subito ai ricordi del libro “Cuore”.
Il padiglione successivo accoglie i mezzi che domano l'acqua e l'aria. Non si può che restare a bocca aperta ammirando la nave scuola Ebe, la plancia di comando del Conte Biancamano. La domanda che molti visitatori si sono posti è stata: “ma come ce l'hanno portata qui dentro?”
I biplani che ricordano i duelli aerei della 1ª Guerra Mondiale, Il moderno elicottero Agusta A109 attrezzato per missioni in mare, gli aerei a reazione della prima era moderna del volo.
Un discorso a parte lo merita l'avventura del Sottomarino Enrico Toti. Andato in pensione, o meglio in disarmo, invece di finire in una fonderia, è stato portato via mare e, solo alleggerito, via terra fino all'interno del cortile del Museo.
La visita è avvincente, si respirano ancora gli odori dell'epoca e, senza troppa fantasia, sembra di sentire le voci e i rumori della navigazione. Soprattutto, visti e sperimentati gli spazi angusti, si capisce che chi c'è stato era animato da grande passione.
L'uscita è accompagnata dal MUSTSHOP. In questa sede, non ancora completamente ultimata, manca ancora un'area di ristoro, si possono trovare le produzioni editoriali del Museo, giochi scientifici per tutte le età, gadgets e materiale che richiama il sottomarino Enrico Toti.
Io sono andato in visita al Museo con la mia famiglia. Mentre ci avviavamo verso la discesa della Metropolitana, i miei figli mi hanno detto: “Papà, quando ci torniamo?” Ci torneremo nel 2010 quando aprirà il laboratorio dell'alimentazione e la nuova area dedicata alle nanotecnologie.
Promesso.

08-12-2009
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