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CONCERTI - Celtica 2009 – Esplosione di Musica
Celtica, giunta alla tredicesima edizione, raccoglie ogni anno 30,000 presenze, che si ritrovano per vivere da celtico. Il pezzo forte di questa grande Kermesse, che ruota intorno al mondo antico dei Celti, è la musica

Il pezzo forte di questa grande Kermesse, che ruota intorno al mondo antico dei Celti, è la musica. Celtica, giunta alla tredicesima edizione, raccoglie ogni anno 30,000 presenze, che si ritrovano per vivere da celtico, per imparare, per insegnare, ma soprattutto per i concerti serali.
Bellissimo il palco detto "grande". Sullo sfondo il simbolo del Clan padrone di casa: la grande Orsa. L'impianto luci e audio decisamente completo e professionale, darà il meglio di sè durante i concerti, manovrati da sapienti ingegneri del suono e tecnici luci.
Attorno al backstage una discreta viglianza assicura serenità agli artisti che si devono preparare. All'imbrunire, sul prato antistante incominciano a raccogliersi le persone, predisponendo a terra coperte multicolore che richiamano i colori dei Clan. Il freddo incomincia a farsi sentire, in fondo, questo è il prezzo che si paga per la cornice montana.
Come tutti i bravi artisti che si rispettano, sono in ritardo. Il primo concerto slitta sicuramente. Infatti, dopo circa 40 minuti, finalmente iniziano i ringraziamenti da parte dell'organizzazione e vengono introdotti i primi artisti.
La risonanza di questa manifestazione è data da grandi nomi della musica tradizionale irlandese.
L'onore di rompere il ghiaccio spetta alla Dominic Graham School Dance, Irlanda del Nord. Composta da ragazze molto giovani che hanno il potere di incantare: tutti appesi a guardarle. La loro danza composta e quasi immobile nella parte alta del corpo, fa da contraltare alla massima evoluzione di movimento delle gambe. Il tutto accompagnato dal tipico suono delle scarpe ferrate.
Il secondo gruppo non è salito sul palco, ma ha guadagnato il prato, marciando al suono delle cornamuse scozzesi. Loro sono la Kintyre schools pipe band, composta da giovani tra gli 11 e 17 anni. Sentirli suonare e vedere la marcia fa capire il perchè i guerrieri scozzesi facevano paura.
La loro uscita è avvicendata dalla Banda de Gaites Llacìn, provenienti dalla Galizia. Suonano la cornamusa galiziana, decisamente più dolce. La banda è composta principalmente da donne. Tutti rigorosamente in costumi tradizionali.
Il gruppo successivo introduce le danze e inizia a scaldare gli animi. Loro sono i The Chair, Scozia. Il pubblico incomincia a far sentire la propria presenza e dall'estasi passa all'azione. Loro non si fanno pregare e fondono la musica tradizionale con Rock, Jazz, Salsa.
A ruota, salgono i Mabon, gallesi. Danno una sferzata ulteriore che fa danzare in maniera gioiosa i partecipanti. Numerosi i capannelli di danzatori spontanei.
Un capitolo a parte lo meritano i Barrage, di origine canadese. Sono in perenne tournée: 45 settimane all'anno. Violinisti, che accompagnati da percussioni e chitarre, suonano e ballano nello stesso tempo. Hanno bisogno di tantissimo spazio per comporre le coreografie e i quadri viventi. Il loro compito è stato quello di scatenare un tifo da stadio tra il pubblico.
La fine del concerto è stata decretata dall'inno delle nazioni celtiche, GreenLands, suonato, ballato e cantato da tutti i musicisti.
Il concerto finisce qui e continua sul palco "piccolo" nella zona pub. Insomma, la festa non finisce, e più di qualcuno lascerà il bosco a mattina inoltrata.
Raramente si incontra tanta voglia di suonare e far divertire il pubblico.
A cura di Roberto Belluco
Fotografia a cura di Maurizio Scovero
http://maurizioscoverofoto.blogspot.com
18-07-2009 di ?

